La fragile arte dell'esistenza

Poesie, racconti e frammenti di romanzi sono pura invenzione del mio alter-ego. Andrea Garbin.

Chi sono

Blogger: Andylarock
Nome: Andrea Garbin
Sono nato a Desenzano D/G nel 1976. Ho pubblicato la mia prima raccolta di poesie "Il senso della musa"(Aletti,2007) e sull'antologia "Per natale non esco" (Transeuropa,2008). Dal 2004 sono membro del gruppo letterario "La confraternita dell'uva". Se pensate che questo sia il mio lavoro, sbagliate, in realtà devo starmene tutti i giorni inchiodato alla sedia del mio ufficio. Nel tempo libero, organizzo incontri, reading e presentazioni letterarie presso il caffè artistico GALETER di Montichiari (BS). Ringraziamenti: Luca Artioli, Lorenzo Mari, Sara Bellingeri, Roberta DeTomi, Massimo Baraldi, Scritture Dannose, Davide Bregola, Sergio Rotino, Giulio Milani, Giorgio Vasta, Marco Calzolari, Claudio Dancelli, Giovanni Mauro, Matteo Ongari, Lorenzo Lodi Rizzini, Simona Cremonini, Alessio Valsecchi, Claudio Morandini, Barbara Baraldi, Gaetano Facincani, Elisa Biagini, Massimo Mori, Alessandro Sanna, Agneta Falk, Jack Hirschman

Libri

cosa sto leggendo?

Alcuni degni di nota:

"Le assi curve"- Yves Bonnefoy

"Viaggio al termine della notte"-Céline

"Nel bosco"-Elisa Biagini

La mia colonna sonora

E' sempre in movimento. Varia di giorno in giorno, di ora in ora, di minuto in minuto, di secondo in attimo.

I miei sport

Snowboard - MTB

I miei viaggi

(1990) Spagna: Valencia & Cartagena

(1991) Toscana

(1992) Puglia

(1993) Calabria

(1995) Ibiza

(1995) Innsbruck

(1999) On rayl : Desenzano-Praga

(2000) On rayl : Desenzano-Budapest-Vienna

(2001) Sardegna

(2002) On the road: Castel Goffredo-Balaton Lake-Praga-Plzen-Norimberga-Munchen-Fussen

(2003) Savoia

(2003) On the road: Castiglione-Copenhagen-Dresda

(2004) Irish Tour & Dublin

(2005) Roma

(2005) On The Road: Castiglione,Praga,Plzen,KutnaHora,Gunz a.d. Gunz

(2006) Summer on Sedena's Hill

(2007) Another Summer on Sedena's Hill, in the house of Napoleone Bonaparte

Oktoberfest Munchen 2000-2002-2003-2004-2005-2007

(2008) Argentina-Cile On the road: from Buenos Aires to "El culo del mundo" Ushuaia

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giovedì, luglio 03, 2008

Credo che tutti gli appassionati di poesia si siano imbattuti almeno una volta in un haiku, ma imbattersi in un tanka qui nel nostro occidente è qualcosa di ben più difficile. Come tutti sapete l’haiku è una brevissima poesia composta da tre versi rispettivamente di 5-7-5 sillabe. A dire il vero, se vogliamo essere ancora più precisi e abbracciare a fondo la tradizione giapponese, cosa che molti non sanno, questo conteggio non andrebbe fatto in sillabe, bensì in morae. La mora non è altro che l’unità di suono utilizzata in fonologia. Detto questo resta da dire che le origini dell’haiku risalgono al XVII secolo. Il tanka invece, perché è di questo che voglio parlarvi oggi, è un componimento poetico risalente al V secolo d.C.
E’ da qui che discende l’haiku, infatti il tanka – che tradotto in italiano diviene poesia breve - è un componimento di 5 versi. La prima strofa è composta da 5-7-5 sillabe, la seconda da due versi entrambi di 7 sillabe. O meglio morae.

Quali sono le sue particolarità? La prima strofa deve contenere una parola chiave – il kigo -  che faccia capire a quale stagione stiamo facendo riferimento. Spesso vengono esposte immagini di animali, piante o altri elementi della natura che ci permettano di collegare la poesia ad un periodo particolare dell’anno. Il linguaggio naturalmente deve essere scarno, vanno eliminate tutte le parole superflue, ogni parola contenuta nell’haiku deve servire al raggiungimento del significato, deve partecipare attivamente alla manifestazione dell’immagine messa per iscritto. E’ chiaro che il risultato dell’haiku altro non è che una visione di serenità, di tranquillità. Tendenzialmente, negli haiku moderni, soprattutto in occidente, si tende ad eliminare il kigo, questa omissione comporta l’eliminazione del fattore temporale portando la visione ad una sorta di dissolvenza tra passato e futuro, fattore che a mio vedere può spezzare la serenità. Altra possibilità e quella di inserire un kigo che faccia riferimento ad una specifica parte della giornata.

Per essere completo, il tanka, serve rispondere alla prima strofa con una seconda. La particolarità di quest’ultima è che dovrebbe contenere un significato diciamo opposto, che a prima vista sembri contrastare la visione di serenità. In realtà quello che voglio è che questi ultimi due versi si colleghino in qualche modo ai primi tre creando un unico corpo, come se due immagini semi-trasparenti vengano sovrapposte formandone una unica più complessa. Questo meccanismo ho avuto idea di applicarlo utilizzando alcune regole della pratica del raiga, una specie di gara/gioco, in cui un poeta espone un verso, a cui un altro poeta risponde con un verso che si ricolleghi al precedente. Si tratta di una cosa un po’ contorta che potrebbe far pensare a qualcosa come la creazione di una concorrenza poetica. In realtà si tratta di un dialogo tra poeti.

I tanka che seguiranno su questo blog sono quindi un dialogo tra me e Manuela Pecorari, giovane poetessa friulana trapiantata a Milano. Dialogo in cui uno scrive l’haiku e l’altra la risposta, o viceversa. Non vi dirò chi dei due avrà scritto cosa per due semplici motivi. I più attenti sapranno certamente capirlo da sé. Il risultato finale deve essere un’unica immagine inutile allo scomporsi.


Ecco il primo:


Tanka n.1

O libellula,
sei delicata luce
su questa foglia.

Nell’inverno che verrà
il buio ci traduce.

postato da: Andylarock alle 03/07/2008 20:13 | link | commenti
categorie: tanka
venerdì, giugno 20, 2008

"Le mode passano. Ma noi non andiamo via. Siamo come un herpes."

(Paul Stanley)

 

postato da: Andylarock alle 20/06/2008 13:31 | link | commenti
categorie: citazioni
martedì, giugno 17, 2008

“Ho ancora nel naso l'odore che faceva il grasso sul fucile mitragliatore arroventato. Ho ancora nelle orecchie e sin dentro il cervello il rumore della neve che crocchiava sotto le scarpe, gli starnuti e i colpi di tosse delle vedette russe, il suono delle erbe secche battute dal vento sulle rive del Don.”

Così inizia "Il sergente nella neve" romanzo d'esordio di Mario Rigoni Stern, spentosi ieri ad Asiago all'età di 86 anni. Proprio tre mesi fa uscì "Mario Rigoni Stern, Hermann Heiddeger. Ritorno sul fronte" (Transeuropa) libro che contiene la conversazione dei due con l'amico Giulio Milani.


postato da: Andylarock alle 17/06/2008 22:18 | link | commenti
categorie: citazioni

non mancate a questo appuntamento:

SABATO 21 GIUGNO
ore 19:00
presso il GALETER di Montichiari (BS)
in via Guerzoni 92h

doppia performance di
JACK HIRSCHMAN
&
AGNETA FALK

accompagnamento musicale di
Alberto Forino (piano) e Paolo cavagnini (chitarra)

 

postato da: Andylarock alle 17/06/2008 13:42 | link | commenti
categorie: poesie, sala stampa e critica
sabato, giugno 14, 2008

vogliamo parlare di esistenza nel modo più banale ed assurdo possibile?
Ebbene, oggi pomeriggio, in auto, accendo la radio. Io sono seduto sul sedile del passeggero, al volante c'è un amico. Dalle casse esce la voce di Carlo Rossella che parla del matrimonio tra il Briatore e la Gregoraci. Già il fatto che una persona con i suoi incarichi si riduca a dare notizie di questo genere mi inquieta. La notizia ancor di più! Pare che nel pranzo-cena non siano stati inseriti ne l'aglio, ne le cipolle, visto che a Silvio Berlusconi e ad altri invitati non piacciono. Pare anche che a un certo punto, visto il ritardo della sposa, il buon Silvio, forse nel tentativo di rassicurare il Flavio, abbia sfornato una delle sue celeberrime battute: "non preoccupatevi, questo ritardo è colpa della sposa, volevo solo dirvelo, prima che qualcuno dia la colpa al governo". No, adesso dico, uno deve laurearsi in economia-commercio, lavorare per La Stampa, Panorama, L'espresso, fare il direttore di un telegiornale nazionale, eccetera eccetera, fino a divenire presidente di Medusa, per ridursi a dare notiziuole del genere? Mica male no, un bel percorso lavorativo esistenziale. Viva l'informazione.
postato da: Andylarock alle 14/06/2008 18:21 | link | commenti
categorie: sala stampa e critica
domenica, giugno 08, 2008

Se vuoi sapere cosa abbiamo fatto alle Giubbe Rosse di Firenze e come andata la serata, è sufficiente che tu vada a curiosare su youtube, precisamente

QUI

Per ora ci sono solo le nostre letture, ma molto presto arriveranno anche l'introduzione di Massimo Mori e la discussione tra Massimo, Giulio Milani e noi autori, che ha concluso la performance.

postato da: Andylarock alle 08/06/2008 11:15 | link | commenti (2)
categorie: racconti, sala stampa e critica
venerdì, giugno 06, 2008

NUOVI LAVORI IN CORSO

by NazioneIndiana

&
PerNataleNonEsco
postato da: Andylarock alle 06/06/2008 20:20 | link | commenti
categorie: sala stampa e critica
martedì, maggio 27, 2008

SEI DI FIRENZE?
NON SAI COSA FARE DOMENICA 1 GIUGNO
ALLE ORE 18:00?

sappi allora
che potrai trovare me e tutti gli altri autori,
                        in compagnia di Giulio Milani e Massimo Mori,
            al Gran Caffé Le Giubbe Rosse,
dove presenteremo l'antologia di racconti
"PER NATALE NON ESCO"
pensi che sia il periodo meno adatto?
                            sappi allora che ben poco di allegro e natalizio
                   puoi trovare tra le pagine del libro...
vuoi saperne di più,
                   allora ti consiglio di andare
QUI
postato da: Andylarock alle 27/05/2008 21:08 | link | commenti (2)
categorie: racconti
giovedì, maggio 22, 2008

032.txt


Questo tuo silenzio
mi spezza l’orizzonte,
come suono di neve,
un silenzio che parla di morte.
Stacco le molle dal petto
che i tuoi occhi hanno
confitto al limite.
Questo muro di paglia
sono piombo e cartoline!


postato da: Andylarock alle 22/05/2008 18:38 | link | commenti
categorie: poesie
martedì, maggio 20, 2008

VERO O FALSO...

un giorno pensai se potesse essere sbagliato dividere le persone tra buone e cattive. Meglio piuttosto tra amiche e nemiche. Meglio ancora dire che le persone sono fatte di sfumature e che nell'arco della loro esistenza vi sono periodi in cui si spingono troppo da una parte o troppo dall'altra. Certo è che vi sono persone in grado di controllare le proprie sfumature e altre che invece le lasciano sciolte, libere di regredire o progredire a loro piacimento, senza un minimo di controllo.
Ricordo di una persona che conobbi, in cui credetti, poiché vidi in lei un bagaglio di positività. Una persona che in realtà da un giorno all'altro cambiò nettamente atteggiamento nei miei confronti, e allora pensai che forse quella fosse una sfumatura e che io ebbi la sfortuna di capitare proprio in quel periodo della sua vita in cui si stava spingendo troppo verso una parte. Mi sbagliai. Quel suo troppo si spinse ancora più in là e così iniziai a dubitare della sua veridicità ed in seguito scoprii la sua falsità, il suo egoismo e l'ipocrisia che la dominava. Ci fu un periodo in cui le lasciai la possibilità di dimostrare il suo valore, ma non lo fece. Fraintese. Forse non voleva dimostrarlo il suo valore, pensai. Ma quel troppo si spinse ancora più in là. E allora iniziai a pensare che quella non poteva essere una semplice sfumatura e mi resi conto che in certi casi l'esistenza di un essere umano può essere etichettata come buona o cattiva. Poi cercai di sovvertire i punti di vista per capire cosa possa spingere una persona a determinati comportamenti e conclusi che tra me e lei, uno dei due doveva essere cieco di mente e di cuore. Ma può chi fa poesia essere cieco di mente e di cuore? Penso proprio che no, non può. Allora capii che non c'era verso. Che esistono persone convinte che la propria esistenza, che il proprio pensiero, la propria parola, il proprio sentire, siano giusti, a prescindere. Ma nulla può essere giusto a prescindere. Nemmeno queste parole lo possono. Anzi sono forse quelle più a rischio. Definitivamente "eliminata" quella persona, pochi giorni dopo, andai ad assistere ad uno spettacolo di Alda Merini. Era un evento molto in piccolo, e stavo seduto proprio davanti a lei, a meno di un metro. E vidi l'opposto di quella persona. Vidi una persona vera. E capii che la poesia può spezzare la pietra, anche la più dura. E se quella persona ci fosse stata forse avrebbe capito qualcosa di più su se stessa, sulla propria esistenza, perché non servono gli occhi per capire la poesia, e avrebbe capito, dalle parole di Alda, e nel vederla danzare davanti a noi, nonostante l'età, come deve essere una persona vera.
postato da: Andylarock alle 20/05/2008 23:31 | link | commenti
categorie: un romanzo