La nuova sezione poesia conterrà notizie ed aggiornamenti su vari concorsi nazionali ed alcuni miei componimenti in lizza ad essi. Iniziamo con un pezzo che alcuni di voi già conosceranno segnalato dalla giuria, e che sarà presente sull'antologia "Il club dei Poeti" in stampa a Dicembre 2005.
NOTTURNO INVERNALE
Nel mio pensiero ulula il vento
Traditomi dal sonno dei sensi
E come fradici mandorli immensi
Mi perdo in pallidi voli d’intento.
Smarrito in codesto omeopatico canto
Acuto apparire d’un delirio mai morto
Ed il corpo da madidi tremuli attorto
Mi snervo tra i rami d’un salice infranto.
Scenda la notte. M’allieto e mi pento
M’affranco, annaspo nel sonno
E scivola in me il cupo disagio del tempo.
L'ina-u-dito (ovvero s-pr-azzi di defenestrazione dell'essere)
"Essere uomo oggi, non tanto ieri e né domani, io vi dico che vuolll dire se non prendere l’aviaria o meglio detta in-flu-Enza delli polli. Ma chi sono li polli? Sono forse i bipedi pennuti o li uomini che credono a codesti inutili allarmismi, e perché il tacchino non si ammala e non c’è quaglia che raglia poiché sa di essere quaglia che non prenda l’aviaria, ma solo uomini e polli, polli e uomini, o meglio uomini-polli che in laboratorio non stanno in gabbia ma che novelli virus divulgano al vento. E’ come fare filosofia sotto una pioggia asciutta o fare la doccia sotto lo spruzzo di un ape purché non sia piaggio nel mese di Maggio e nemmeno in Aprile: sarebbe puerile, e allora inseguiamo la scia circumnavighiamo il faggio eppure investito il paggio abbiamo il coraggio di dire: son saggio! Diamine i polli sono polli come l’uomo è l’uomo e se non ci fosse di mezzo l’uovo ci sarebbe comunque la gallina, alla faccia del Gallo che pavoneggia con l’anatra e dell’oca selvaggia che giuoca con l’arancia. Ma i geni sono sempre incompresi ed io sono carico di geni incompresi, per questo snobbo il pollame, schiudo le finestre della mia mente, defenestro il mio essere e mi abbandono alla sensazione che solo può dare il calpestio una mandria di formiche gitanti."
"Un giorno, d'improvviso, uno si trova ad avere finito le scuole superiori, felice come un bruco nella cacca ; si sveglia con l'uccello duro, passa le giornate seduto con le mutande macchiate di piscia e i piedi appoggiati sopra la bocchetta del condizionatore, con l'aria fredda che gli soffia sulle palle, e la prima cosa che gli succede è che viene crocefisso.
E non intendo metaforicamente. Parlo di chiodi nelle zampe e schegge di legno nel culo, piaghe alle mani e ai piedi, urla e la fiducia nella razza umana che vacilla. È il genere di cosa che quando ti capita fai fatica a credere che il vecchio Gesù potesse perdonare tanto facilmente.
Fa male.
Fossi stato G.C., sarei tornato dal regno dei morti più incazzato di un tasso con le balle in fiamme, e non ci sarebbero state tante stronzate di pace-e-amore, né avrei pensato a stupidaggini tipo cambiare l'acqua in vino o moltiplicare pani e pesci. Mi sarei fatto grande come l'universo, mi sarei fatto due mattoni delle dimensioni giuste, avrei sistemato il mondo fra i mattoni, e wham, una bella poltiglia"
JOE R.LANSDALE