La fragile arte dell'esistenza

Poesie, racconti e frammenti di romanzi sono pura invenzione del mio alter-ego. Andrea Garbin.

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Utente: Andylarock
Nome: Andrea Garbin
Nato a Desenzano d/G nel 1976 e residente in provincia di Mantova, Andrea Garbin è costretto a lavorare come molti, anche se alla fine si diverte maggiormente praticando lo snowboard e la mtb e quando il tempo lo concede viaggiando qua e là. I libri sono una componente antica nella sua vita ma, anche se scrive da molto tempo, è solo di recente che si è calato nella parte di colui che li riempie. Dopo alcune pubblicazioni su riviste e antologie, ha esordito per Aletti con la raccolta di poesie Il senso della musa (2007). Per la narrativa, il suo racconto Un pacco di Natale è pubblicato da TranseuropaLibri su Per Natale non esco (2008). È membro del gruppo la confraternita dell’uva col quale ha pubblicato Il rumore degli occhi (2009), antologia per Ed.Creativa che contiene il suo racconto Metri 27. È ideatore degli Incontri di poesia del Galeter che si svolgono al Caffè Galeter di Montichiari (BS) dove tra gli altri ha incontrato Elisa Biagini e Jack Hirschman. Recentemente è stato ospite di Beppe Costa alla PellicanoLibri di Roma, dove Arianna Cigni ha dato voce alle sue poesie. Nato a Desenzano d/G nel 1976 e residente in provincia di Mantova, Andrea Garbin è costretto a lavorare come molti, anche se alla fine si diverte maggiormente praticando lo snowboard e la mtb e quando il tempo lo concede viaggiando qua e là. I libri sono una componente antica nella sua vita ma, anche se scrive da molto tempo, è solo di recente che si è calato nella parte di colui che li riempie. Dopo alcune pubblicazioni su riviste e antologie, ha esordito per Aletti con la raccolta di poesie Il senso della musa (2007). Per la narrativa, il suo racconto Un pacco di Natale è pubblicato da TranseuropaLibri su Per Natale non esco (2008). È membro del gruppo la confraternita dell’uva col quale ha pubblicato Il rumore degli occhi (2009), antologia per Ed.Creativa che contiene il suo racconto Metri 27. È ideatore degli Incontri di poesia del Galeter che si svolgono al Caffè Galeter di Montichiari (BS) dove tra gli altri ha incontrato Elisa Biagini e Jack Hirschman. Recentemente è stato ospite di Beppe Costa alla PellicanoLibri di Roma, dove Arianna Cigni ha dato voce alle sue poesie.

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domenica, maggio 18, 2008

I Lansdale, Keb’, rain & blues… (se vuoi sapere cosa ho fatto ieri…)

A Piacenza piove. È la mia prima volta in questa città piantata nel mezzo della pianura padana. Parcheggiata l’auto fuori dal centro, cammino cammino cammino e finalmente raggiungo la Piazza dei Cavalli dove più tardi dovrò trovarmi con l’amico Massimo Baraldi. È stato lui a dirmi che in questi giorni si sarebbe svolto in città il festival del blues “dal MISSISSIPI al PO”. Mi infilo sotto i portici dell’elegante Gran Caffè Ranuccio dove si svolgono la maggior parte degli eventi e mentre mi gusto una cioccolata calda – anche la temperatura è scesa in questi giorni – l’allegria di Joe Lansdale si sparge per tutto l’ambiente. Lo si vede trotterellare tra un tavolo e l’altro col suo buffo andamento, quasi fosse uno dei personaggi dei suoi libri. Passato mezzogiorno lui e un altro gruppetto di scrittori, tra cui Peter Tremayne e James Sallis discutono in diretta radio di noir, standosene seduti davanti a una tazza di caffè. A riempire qualche attimo di silenzio ci pensano le note di Grayson Capps, giovane promessa del country-blues che vive nel Tennesse. Il suo recente successo è dovuto alla realizzazione del film A love song for Bobby Long interpretato da John Travolta e per cui ha composto 6 brani inseriti nella colonna sonora. La musica di Capps è veramente forte, la sua voce profonda ti entra  nella pelle e lì rimane come un indelebile tatuaggio. Dopo circa un ora di parole e musica si va tutti a pranzo. Io mi fermo a mangiare un panino in un piccolo bar del centro e colgo l’occasione per esplorare le strette vie del centro. Più tardi me ne torno al Ranuccio. Nel pomeriggio è atteso Keb’Mo' e, dopo le buone parole di Massimo, sono curioso di vederlo e di ascoltarlo. Quando Massimo arriva ci sediamo a mangiucchiare qualcosa poi lui corre a recuperare un’amica. Simona fa parte dell’organizzazione del festival, è giornalista ed è molto simpatica. Ci racconta alcuni aneddoti di queste sue frenetiche giornate. Quando alle 17 ci avvisa che Keb’ sta arrivando Massimo si prepara. Il suo obbiettivo è proprio quello di intervistarlo. Keb’ è un omone di quasi due metri. E’ una vera leggenda del blues e si è già conquistato  tre Grammy. Per chi non lo conosce forse l’avete visto nel film Tutti gli uomini del re. Nel giro di pochi istanti ci siamo ritrovati io a dover fare il fotografo e Massimo candidato a fare da interprete. L’incontro è proseguito all’interno del caffè, tra una tazza di te, chiacchiere con giornalisti, mentre accanto a noi Mo’ consumava la sua merenda pomeridiana e l’intera famiglia Lansdale ascoltava sorridente due giovani musicisti. Poi è giunto il turno di Kasey Lansdale. Una voce veramente splendida. L’intervento di Keb’ è stato molto rapido. Stargli accanto fa impressione, tanto è alto. Si è presentato ai giornalisti con poche parole, poi è fuggito a teatro per fare il sound check. Noi siamo rimasti per un breve aperitivo, poi siamo fuggiti a cena con Simona, in anticipo su tutti, perché lei doveva essere presto a teatro per coordinare un po’. La combriccola è arrivata tutta dopo di noi, a macchie, prima la famiglia Lansdale, che da buoni americani si sono gustati i tortellini alla piacentina bevendo coca cola light, poi tutti gli altri. Per ultimo arriva Keb’ che Simona ci dice essere vegano. Sono ormai le 20:30 ed è ora di fuggire, il concerto deve iniziare alle 21:15 e così scopriamo perché spesso questi eventi non iniziano mai puntualmente, lasciando il pubblico in attesa. Sul concerto ho ben poco da dirvi. Keb’ è veramente bravo. Un fenomeno. Ma qui sicuramente ci penserà Massimo sul suo sito a fare una bella recensione...

postato da: Andylarock alle 18/05/2008 13:06 | link | commenti (4)
categorie: racconti

Commenti
#1   18 Maggio 2008 - 13:32
 
un bel reportage brioso, lo si gusta con piacere. Viene anche voglia di incazzarsi per aver perso l'evento di Piacenza. (brutto bastardo, hai lasciato ad altri l'incombenza della recensione musicale perché a te il blues fa cagare. Credevi forse d'ingannarmi? :))) (sai qual è la prima parola che i bambini americani imparano a scrivere? Mississippi.) (comunque complimenti, il racconto mette entusiasmo addosso, davvero)
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#2   18 Maggio 2008 - 13:53
 
a Nazza... sei ancora vivo? cmq sei ancora in tempo, ci sono eventi anche oggi e stasera concerto country-blues tutto al femminile, con Kasey Lansdale e altre girl tutte da Nashville...
a me il blues cmq non ha mai fatto cagare, nn sono certo un fanatico, ma il fatto che suonavamo metallo nn vuol dire che nn l'ascolti... ;-PPPP
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#3   20 Maggio 2008 - 13:34
 
Vero, gran concerto! E buffa giornata: mica capita frequentemente di ritrovarsi sguinzagliati per la città Lansdale, Carlotto e tutti gli altri!
Per Climacus, posso confermare che Andrea, a dispetto dei trascorsi metallici, ha avuto un comportamento irreprensibile durante il concerto. Perlomeno, a vederlo sembrava ascoltasse sul serio.
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#4   22 Maggio 2008 - 18:49
 
apportato due correzioni... ;-P
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